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Dalla macchina da caffè automatica al mouse: le invenzioni svizzere che hai in casa

Team MediaMagazin29 LUGLIO 2026
Bandiera svizzera davanti alle Alpi innevate e a un paesaggio verde.

Foto: swisshipo

Macchina da caffè automatica, frullatore a immersione, schermo piatto, mouse: queste invenzioni svizzere sono anche a casa tua.

🕑 Tempo di lettura: 6 minuti

Il 1° agosto si pensa ai falò sulle alture e ai fuochi d’artificio, ai balconi addobbati di rosso e bianco, al cervelat sulla griglia e al panino del 1° agosto per il brunch. Nessuno pensa alla macchina da caffè automatica in cucina, e ancor meno al fatto che questa, il frullatore a immersione e perfino lo schermo che stai guardando hanno radici svizzere. Ti presentiamo quattro di questi apparecchi di uso quotidiano e, alla fine, alcune altre invenzioni svizzere con cui fare bella figura alla Festa nazionale.

La macchina da caffè automatica: un espresso perfetto grazie alla tecnologia svizzera

Chicchi macinati al momento, la pressione giusta e, meno di un minuto dopo, l’espresso è in tazza: la macchina da caffè automatica è ormai una presenza abituale in molte cucine. E l’apparecchio come lo conosciamo oggi porta chiaramente l’impronta svizzera.

Il merito va soprattutto all’ingegnere Arthur Schmed di Rüti, nel Canton Zurigo. Alla fine degli anni Settanta applicò il principio della macchina per espresso – alta pressione e breve tempo di estrazione – a un apparecchio automatico capace di svolgere da solo l’intero processo. Il suo primo prototipo funzionante era pronto intorno al 1980; dopo alcuni altri anni di sviluppo, nel 1985 la tecnologia fu lanciata sul mercato come novità mondiale dall’azienda svizzera Solis.

Schmed non è soltanto l’inventore, ma anche uno dei fondatori di uno dei marchi più noti del settore: nel 1981 fondò Saeco insieme all’imprenditore italiano Sergio Zappella. Il nome è l’abbreviazione di «Sergio, Arthur e Compagnia»: la «A» indica quindi l’inventore svizzero. Ancora oggi Saeco è uno dei grandi nomi nel campo delle macchine da caffè automatiche.

All’inizio, però, la Svizzera non fu la prima. Già negli anni Sessanta l’inventore tedesco Otto Bengtson costruì a Berlino una macchina da caffè automatica con macinacaffè integrato, che negli anni Settanta divenne un successo commerciale in Germania. Il suo apparecchio funzionava però senza l’alta pressione del metodo espresso ed era destinato soprattutto a ristoranti e uffici. Il passo decisivo verso la macchina per espresso automatica per uso domestico riuscì soltanto a Schmed. È infatti l’alta pressione, con cui l’acqua calda viene spinta attraverso il caffè macinato fine, a rendere la bevanda concentrata e a creare la tipica crema. Ed è proprio questo che Schmed automatizzò completamente, dalla macinatura dei chicchi alla tazza pronta.

Macchine da caffè automatiche più apprezzate

Il frullatore a immersione: un’invenzione svizzera

Frullare una zuppa, montare la maionese, preparare uno smoothie: il frullatore a immersione fa parte dell’equipaggiamento di base di ogni cucina, ed è un’invenzione svizzera. Il 6 marzo 1950 lo svizzero romando Roger Perrinjaquet depositò a Losanna il brevetto di un dispositivo che chiamò «appareil ménager portatif», ossia apparecchio domestico portatile. Il documento descrive il primo frullatore a immersione al mondo.

L’invenzione divenne nota con il nome «Bamix», nato dalla fusione delle parole francesi «battre et mixer», cioè sbattere e frullare. Nel 1954 Perrinjaquet vendette il brevetto all’azienda ESGE, che inizialmente produceva in Germania. Dal 1960 la produzione si svolge a Mettlen, nel Canton Turgovia, dove ancora oggi il Bamix viene fabbricato in Svizzera: i motori sono montati a mano e controllati uno per uno. Il fatto che ogni anno fino a 400'000 apparecchi partano da questo villaggio di circa 500 abitanti verso oltre 40 Paesi dimostra quanto bene funzioni ancora oggi l’invenzione.

Frullatori a immersione Bamix

Lo schermo piatto: fisica svizzera dietro quasi ogni pixel

Questa invenzione svizzera è la meno appariscente, eppure si trova in innumerevoli apparecchi che possiedi. Il 4 dicembre 1970 i fisici Martin Schadt e Wolfgang Helfrich depositarono presso il laboratorio centrale del gruppo farmaceutico basilese Hoffmann-La Roche un brevetto per la «cella nematica ritorta», oggi chiamata soprattutto cella Schadt-Helfrich o cella Twisted Nematic (cella TN). Divenne una tecnologia chiave dei display a cristalli liquidi, in breve LCD.

Il principio è tanto semplice quanto ricco di conseguenze: senza tensione applicata, i cristalli liquidi ruotano la direzione di polarizzazione della luce; sotto tensione, non lo fanno più. Proprio regolando questa tensione si può rendere chiaro o scuro ogni singolo pixel. Poiché richiede pochissima energia, la tecnologia era ideale per calcolatrici e orologi, e in seguito per monitor, televisori e display di fotocamere digitali. Roche la concesse in licenza in tutto il mondo all’industria orologiera ed elettronica, ponendo così una delle basi degli schermi piatti.

Calcolatrice blu con il numero 123 sul display, su sfondo giallo.

Foto: splitov27

Il mouse: dall’EPFL al marchio globale Logitech

Il mouse accanto alla tua tastiera ha più di un’origine: americana e svizzera. A inventarlo fu lo statunitense Douglas Engelbart, che lo presentò al pubblico per la prima volta nel 1968: un blocchetto di legno che muoveva il cursore tramite due rotelle. Era però ancora ben lontano dalla precisione dei mouse di oggi.

Negli anni Settanta, alcuni ricercatori dell’EPFL di Losanna compirono un passo importante verso il mouse moderno. Il professor Jean-Daniel Nicoud e il meccanico di precisione André Guignard, orologiaio di formazione, sostituirono i potenziometri utilizzati fino ad allora con encoder ottici che rilevavano la rotazione di una sfera incorporata. Questo mouse a sfera optomeccanico era più robusto e preciso e fu prodotto in piccola serie dall’azienda orologiera Dépraz.

Daniel Borel, laureato all’EPFL, ne riconobbe il potenziale commerciale. Nel 1981 fondò Logitech ad Apples, nel Canton Vaud, insieme a Pierluigi Zappacosta e Giacomo Marini; un anno dopo il mouse arrivò sul mercato come Logitech P4. Anche il nome rivela l’origine romanda: «Logitech» unisce «logiciel», la parola francese per software, a «technologie». La piccola start-up vodese è diventata uno dei maggiori produttori al mondo di accessori per computer, e oggi i suoi mouse, le sue tastiere e le sue webcam si trovano su milioni di scrivanie.

Mouse Logitech

Altre pratiche invenzioni svizzere

L’inventiva svizzera non si limita agli apparecchi da cucina e alla tecnologia. Per sorprendere gli altri con qualche curiosità il 1° agosto, alla griglia o attorno al falò, basta ricordare queste quattro storie:

  • La chiusura a strappo è un’idea svizzera: il vodese George de Mestral ebbe l’intuizione osservando i frutti della bardana rimasti impigliati nel pelo del suo cane. Oggi questo principio si trova nelle scarpe, nelle giacche e nelle fascette per cavi dietro il mobile TV.
  • Il World Wide Web è nato in Svizzera: Tim Berners-Lee lo sviluppò nel 1989 al centro di ricerca CERN vicino a Ginevra. Lui è britannico, ma il luogo di nascita del Web è la Svizzera.
  • Il cioccolato al latte, come lo conosciamo, risale a Daniel Peter di Vevey: nel 1875, grazie al latte condensato del vicino Henri Nestlé, sviluppò il primo cioccolato al latte di successo commerciale.
  • Il cellophane, la pellicola trasparente e frusciante che avvolge mazzi di fiori e sacchetti di biscotti, si deve al chimico svizzero Jacques Brandenberger, che sviluppò il procedimento all’inizio del XX secolo.

Cavi neri raccolti con una fascetta a strappo rossa su sfondo bianco.

Foto: Freer

FAQ

Quali apparecchi di uso quotidiano sono invenzioni svizzere?

Tra i più noti figurano la macchina per espresso automatica di Arthur Schmed, il frullatore a immersione «Bamix» di Roger Perrinjaquet e la cella Twisted Nematic (cella TN) per i display a cristalli liquidi (LCD), sviluppata da Martin Schadt e Wolfgang Helfrich. Anche il mouse moderno e l’azienda Logitech hanno radici svizzere.

Chi ha inventato la macchina da caffè automatica?

Dipende da quale macchina si intende: negli anni Sessanta l’inventore tedesco Otto Bengtson costruì la prima macchina da caffè automatica con macinacaffè integrato. La macchina per espresso automatica che oggi si trova in molte cucine fu invece sviluppata dall’ingegnere svizzero Arthur Schmed: il suo prototipo risale circa al 1980 e la tecnologia arrivò sul mercato nel 1985.

Il frullatore a immersione è davvero un’invenzione svizzera?

Sì. Nel 1950 lo svizzero Roger Perrinjaquet depositò il brevetto del primo frullatore a immersione al mondo. Divenne noto con il nome «Bamix» e ancora oggi viene prodotto in Svizzera, a Mettlen, nel Canton Turgovia.

Che cosa c’entra la Svizzera con gli schermi?

Una tecnologia chiave di molti schermi, la cella Schadt-Helfrich o cella TN, fu brevettata nel 1970 presso Hoffmann-La Roche a Basilea. Ancora oggi è una delle basi della tecnologia LCD presente in innumerevoli monitor, laptop e televisori.

Il mouse viene dalla Svizzera?

Il mouse fu inventato dallo statunitense Douglas Engelbart. Un importante mouse a sfera adatto all’uso quotidiano e dotato di encoder ottici nacque però all’EPFL di Losanna e divenne la base di Logitech, fondata nel 1981 nel Canton Vaud e oggi marchio di fama mondiale.

Una persona versa olio da cucina in un bicchiere per frullatore e usa un frullatore a immersione.

Foto: Dmitry

Conclusione: un pezzo di Svizzera in quasi ogni casa

L’inventiva svizzera non si manifesta soltanto nel coltellino tascabile. Si trova nella macchina da caffè automatica sul piano di lavoro, nel frullatore a immersione nel cassetto, nello schermo alla parete e nel mouse sulla scrivania. Il 1° agosto è una buona occasione per guardare con più attenzione questi piccoli protagonisti della vita quotidiana. E se uno di loro non funziona più come dovrebbe, non è necessario sostituirlo subito: allo Smartbar del tuo MediaMarkt gli apparecchi vengono riparati e puliti, dallo smartphone al computer fino alla macchina da caffè.